Pio IX e la Rivoluzione italiana di Roberto de Mattei. Recensione libro.

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Il gesto di clemenza era privo di connotazioni politiche, ma esso si trasformò nella propizia occasione, di far divampare l’incendio ideologico rivoluzionario in tutta Italia e in buona parte dell’Europa. Fu un edificio politico artificiosamente costruito. Afferma de Mattei: «È in quell’ “artificiosamente montato” che non è difficile trovare le vere cause del “delirio collettivo dell’opinione pubblica” che, dal luglio del 1846 all’aprile del 1848, creerà, attorno al nome di Pio IX, il mito del Papa “liberale”, frutto in realtà […] di un “sistematico sfruttamento” delle iniziative del pontefice, per realizzare lo storico “abbraccio” tra la Chiesa e i principi della rivoluzione francese»

L’intera Penisola era disseminata di società segrete che volevano destabilizzare gli ordini costituiti. Le piazze furono messe a ferro e fuoco e si inneggiava alla Costituzione. Gli eventi incalzarono in maniera sempre più violenta e tumultuosa. I repubblicani anticlericali misero in atto il loro piano di odio e il legittimo governo romano fu rovesciato. La Repubblica romana del 1849 era l’espressione concreta di ciò che l’ideologia liberale, nata sotto la Rivoluzione francese, si era proposta di realizzare: la distruzione del cristianesimo e della Chiesa. Pio IX fuggirà a Gaeta e farà ritorno a Roma il 12 aprile del 1850, accolto dal tripudio popolare. Intanto, però, procedevano nei loro disegni le menti carbonare, i massoni inglesi, gli spiriti volterriani… e si compì l’usurpazione del potere temporale della Chiesa.

Pur tuttavia l’opera di restaurazione di Pio IX fu eccezionale: risanò le finanze lasciate in stato fallimentare dal governo repubblicano, avviò una serie di importanti opere infrastrutturali, pianificò diverse riforme amministrative.

Importantissimo risulta essere il ristabilimento della gerarchia episcopale in Inghilterra con la bolla Universalis Ecclesiae del 29 settembre 1850: vennero stabilite, per la prima volta, dopo la rivoluzione protestante  iniziata da Enrico VIII, tredici diocesi governate dal nuovo arcivescovo di Westminster, Nicholas Wiseman (1802-1865). «A questo primo atto di sfida di Pio IX all’Inghilterra protestante e massonica si possono ricollegare i tre grandi gesti pubblici del suo pontificato: la definizione dell’Immacolata (1854), la proclamazione del Sillabo (1864) e l’apertura del Concilio Vaticano I (1870)».

Tre punti fermi che vanno inquadrati non nel loro tempo, ma nell’eternità della Chiesa. Il Sillabo, che  compendia, in dieci paragrafi, i principali errori di del tempo e l’enciclica Quanta cura, in cui veniva esposta la critica alla Rivoluzione francese e al Risorgimento italiano, facendo cenno alla libertà di pensiero illuminista come «libertà di perdere se stessi».

Il Papa condannava nel Sillabo, senza esitazioni o ambiguità, la filosofia del XIX secolo, che deifica la natura umana trasferendo ad essa gli attributi che nega a Dio. Inoltre con la Quanta cura ed il Sillabo il Pontefice condannò categoricamente il socialismo, il comunismo, la massoneria, il liberalismo cattolico e il separatismo liberale, ovvero la separazione assoluta fra Stato e Chiesa. Afferma il professor Roberto de Mattei: «Pio IX è stato beatificato innanzitutto per la virtù eroica dimostrata nello svolgere le funzioni caratteristiche del Papa, che sono quelle di pascere, reggere e governare la Chiesa universale». (Cristina Siccardi)

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Gli eventi religiosi e politici degli ultimi decenni ripropongono il magistero e la teologia della storia di Giovanni Maria Mastai Ferretti (1792-1878), eletto Vicario di Cristo nel 1846 col nome di Pio IX e beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Protagonista del pontificato più lungo della storia, Pio IX visse le vicende decisive per la formazione dello Stato unitario italiano, al termine delle quali si ritrovò spodestato dai suoi territori e relegato in Vaticano. L’autore ricostruisce sul piano storico lo scontro tra Pio IX e la Rivoluzione italiana soffermandosi soprattutto su tre atti supremi del suo Magistero: la definizione dell’Immacolata (1854), il Sillabo (1864) e il Concilio Vaticano I (1869-70).

Prof. Roberto de Mattei

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