A PIO IX, ODE PER LA FESTIVA RICORRENZA DELLA NATIVITÀ DI MARIA

O sovrana del mondo Imperatrice! / Guarda a la terra che appennino e ‘l mare / Fiancheggia e bagna, ai sette colli, a Roma / Che a te perenni incensi arde in su l’are.

O Maria

sola concetta senza macchia d’origine

che salvo e glorioso

riconducesti a Roma

Pio IX Sommo Pontefice*

accogli questo umile canto che nella comune letizia esultando Enrica Orfei ti consacra

il V di settembre MDCCCLVII

* Il Pontefice Pio IX tornò a Roma il 12 aprile 1850, dall’esilio di Gaeta, dopo la liberazione dell’Urbe, compiutasi il 2 Luglio 1849.

* * *

Per la festiva ricorrenza

della

Natività di Maria

8 settembre MDCCCLVII

ODE

 

Or su la lira estollere
Giovi d’eletti carmi un inno alato,
Giovi concento sciogliere
De l’alte sfere a l’armonie temprato.

Celeste musa inspirami,
Nel dì sacro a Maria, nel dì felice
Cui scelse innanzi ai secoli
E vagheggiò la mente creatrice.

D’error fra dense tenebre
Dal ciel bandita umanità giacea,
Nè l’importabil carico
De’ suoi danni unqua mai scuoter potea.

Diva immortal che nel beato empiro
Non di caduchi allori orni la fronte,
Non di piropo ardente o di zaffiro,

Ma de le stelle più fulgde e conte
Che a la voce del nulla animatrice
Vestisser raggi della luce al fonte;

O sovrana del mondo Imperatrice!
Che non sdegni qual sia l’accento e il metro
Che amor dal centro d’uman petto elice;

Se il pensier nostro come raggio in vetro
A tue chiare pupille aperto appare,
Nè grazie indarno a te madre impetro.

Guarda a la terra che appennino e ‘l mare
Fiancheggia e bagna, ai sette colli, a Roma
Che a te perenni incensi arde in su l’are.

Beato Pio IX

«La venerata Casa di Nazaret, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per divino volere, trasportata per lungo tratto di terra e di mare, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta esente dal peccato originale, fu concepita, data alla luce, nutrita e salutata dall’angelo piena di grazia».
(Papa Pio IX, Lettera apostolica Inter mirifica,  26 agosto 1852)
A Loreto la Natività di Maria si celebra nel santuario della Santa Casa fin quasi dalle sue origini (1294), come si deduce da un documento del 1315, che si riferisce a fatti accaduti nel 1313 e, tra le altre ricorrenze mariane ivi celebrate, vi segnala anche quella del mese di settembre, ossia della Natività di Maria.
La festa è ricordata anche in un documento del 1372 e, soprattutto, in un salvacondotto del 1399 rilasciato all’autorità competente della Marca a chi si recava pellegrino «alle soglie» della chiesa di Santa Maria di Loreto proprio per tale ricorrenza.
Nel secolo XV la festa dell’8 settembre risultava la principale tra tutte quelle celebrate nel santuario. Essa era collegata con le note fiere recanatesi, che attiravano mercanti da ogni parte d’Europa. La ragione ultima di tanta attenzione si può individuare nel fatto che la Casa di Nazaret, trasportata e venerata a Loreto, è stata sempre considerata il luogo di nascita della Madonna. Appariva quindi naturale celebrare con particolare solennità il compleanno di Maria nella sua dimora natale. Già il Teramano, intorno al 1473, scriveva che la Santa Casa è la medesima in cui «la Vergine Maria nacque, fu educata e poi salutata dall’angelo Gabriele».
Lo ribadirono Giulio II nel 1507 e, in seguito, altri pontefici. Piace qui riferire un passo della Lettera apostolica Inter mirificadi Pio IX del 26 agosto 1852, il quale mette in evidenza anche che nella Casa nazaretana Maria è stata concepita immacolata: «La venerata Casa di Nazaret, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per divino volere, trasportata per lungo tratto di terra e di mare, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta esente dal peccato originale, fu concepita, data alla luce, nutrita e salutata dall’angelo piena di grazia».
Nel Rivestimento marmoreo della Santa Casa, la prima scultura rappresenta proprio la Natività di Maria – opera di Baccio Bandinelli (1519) e di Raffaele da Montelupo (1531-33) – con chiara allusione al fatto che il sacello nazaretano è considerato il luogo della nascita di Maria (nella foto).
Altre città, sulla base di testi apocrifi, rivendicano di essere il luogo natale di Maria: Betlem, Sèforis e Gerusalemme. Il tardivo scritto apocrifo dello «Pseudo Girolamo» sembra conciliare varie tesi, perché vi si legge che Maria «nacque nella città di Nazaret e fu allevata a Gerusalemme nel tempio del Signore» e gli antenati paterni erano della città di Nazaret e quelli materni di Betlem.
Il vangelo, a ogni modo dice semplicemente che Maria abitava in «una città della Galilea, chiamata Nazaret» (Lc, 1, 26), senza divagazioni. E’ questo l’unico e sicuro punto di riferimento in materia, accolto dall’esegesi più attenta.

Maria Bambina

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Informazioni su Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

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