7 febbraio 2015: PONTIFICALE PER PIO IX A S. LORENZO AL VERANO, IN ATTESA DELLA CANONIZZAZIONE

 

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Fin dal 1992, bicentenario della nascita del Conte Giovanni Maria Mastai Ferretti, la Postulazione della Causa, in attesa di beatificazione del Papa Pio IX, promuoveva Pontificali nella data della nascita al Cielo, del Pontefice santo, terzo marchigiano asceso alla Cattedra di Pietro nell’arco del XIX secolo, sia a Senigallia sua patria che a Roma.

Fu quella anche la mia prima partecipazione al Pontificale celebrato nella Basilica romana di S. Lorenzo Fuori le Mura, con i venerati cardinali Oddi e Palazzini .

Mi è caro ricordare quella Liturgia al termine della quale il Principe Don Sforza Ruspolitenne un vibrante discorso con una invocazione finale che mi restò impressa: “Viva Pio IX Pontefice e Re“. Era il grido degli zuavi, dei volontari pontifici, e di tutti coloro che negli anni del travagliato Pontificato sostennero questo grande della storia della Chiesa e della storia italiana. Ma la celebrazione conservò poi negli anni il carattere spirituale proprio della devozione che la puntuale presenza dei marchigiani perpetuava . Seguì dopo Mons. Piolanti, la Postulazione condotta con la redazione di profondi studi d’archivio di Mons. Prof. Brunero Gherardini, storico della Lateranense, entrambi canonici vaticani. L’azione, gli studi del cattedratico toscano condussero alla vittoria della beatificazione, celebrata da S. Giovanni Paolo II il 3 settembre del grande Giubileo del 2000, unitamente a quella di S. Giovanni XXIII .

Cardinali, vescovi, prelati, patriarchi, generali di ordini e congregazioni religiose sempre più vennero a testimoniare il 7 di febbraio di ogni anno successivo, la volontà del popolo di Dio come della gerarchia fino a tutto il pontificato di Benedetto XVI, di vedere il Beato Pio IXraggiungere la gloria della santità. Si susseguirono ricerche, scritti, libri e convegni, volti a portare alla luce i grandi meriti del Papa, sia per la sua testimonianza quale Romano Pontefice, per la causa di Cristo e della Sua Chiesa, sia nel suo principato civile, per il quale ebbe a soffrire odio e persecuzioni, aggressioni e da ultimo prigionia sino al suo pio transito il 7 febbraio 1878, ed oltre. Quando nel luglio 1881 i nemici di sempre assalirono il carro funebre che trasferiva il feretro dalle Grotte Vaticane alla Basilica romana di S. Lorenzo Extra Moenia, dove per testamento il Papa, realizzatore del Cimitero Verano, dispose di voler riposare assieme ai suoi romani. Avendo partecipato a numerosi convegni, come quelli con Mons. Liberati a Milano nel maggio 2000, e alle presentazioni dei libri di Giulio Andreotti e Roberto De Mattei a Roma; e condotto un convegno di studi con atti pubblicati, al Laterano , “Pio IX, dal progetto federalista all’unità d’Italia”, con Franz von Lobstein, Giuliano Floridi, Massimo Viglione, Francesco Nobili Benedetti, P. Sandro Barlone e Mons. Azelio Manzetti, è ben nota la posizione mia come quella delle innumerevoli associazioni e movimenti che si ritrovano sul fronte della difesa impavida della Santa Chiesa Cattolica Romana; difesa della fede, difesa della dottrina.

Quella data del 7 febbraio, è stata fedelmente rispettata dalla successiva Postulazione assunta da S.E. Rev.ma Mons. Carlo Liberati Arcivescovo Prelato di Pompei, proseguendo con Pontificali ogni anno con eminentissimi cardinali, specialmente marchigiani, come ilCardinale Elio Sgreccia e il Cardinale Antonio Maria Vegliò. Inutile tacere che il Papa dell’infallibilità “ex cathedra”, dell’Immacolata Concezione, del Sillabo, dell’approvazione di ben settanta Congregazioni religiose, sia stato ostacolato nella sua ascesa alla santità dalle forze eredi di quelle che lo combatterono e villipesero in vita.

Pio IX difese la Chiesa onde obbedire al suo giuramento e ne difese la libertà e la missione universale. La testimonianza della devozione difusasi nel mondo oggi attende il riconoscimento di un miracolo per recare al Beato Pio IX l’ancor più alta gloria della santificazione. E’ ricordato per la Sua munificenza, sollecitudine verso i poveri e gli infermi, i minori, gli anziani e i carcerati; cui dedicò la Sua missione già da giovane canonico, come poi da arcivescovo, cardinale e Romano Pontefice. Innumerevoli le opere di carità, le istituzioni e patrimoni dedicati alla missione caritativa della Chiesa, coinvolgendo in tante opere sacerdoti, religiosi e molti laici.

Le preghiere, come la puntuale Messa solenne in S. Lorenzo Fuori le Mura, dove giace la preziosa urna con le spoglie incorrotte del Papa santo, volgono all’approvazione finale della santità.

Anche sabato, 7 febbraio 2015, si è ripetuta la solenne celebrazione. Presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Carlo Liberati, Arcivescovo Prelato Emerito di Pompei, Postulatore della Causa di Canonizzazione del Beato Pio IX, concelebranti S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Orlandoni, Vescovo di Senigallia, Mons. Vittorio Formenti, Cappellano del Sovrano Militare Ordine di Malta, e la comunità dei Francescani Cappuccini di S. Lorenzo al Verano, con Frà Marco Galdini della Provincia italiana. Gradito ospite, il Rev. Archimandrita Symeon Katsinas, Vicario dell’Archiepiscopia Greco-Ortodossa d’Italia e Malta, fattivamente impegnato nell’Ecumenismo anche presso il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani della Curia Romana.

La Diocesi di Senigallia col suo vescovo e la sua Curia Diocesana, era fedelmente presente con numerosi fedeli ed un distinto coro addetto ad uno scelto repertorio di canti liturgici e musica sacra.

Notevoli le rappresentanze della Segreteria di Stato, i messaggi e le adesioni di cardinali, vescovi, patriarchi, ordini congregazioni religiose, ordini cavallereschi e sodalizi del laicato cattolico. Che tutti l’Arcivescovo Liberati menzionava e ringraziava nella sua diffusa, preziosa Omelia.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, costituito in Roma nell’anno del grande Giubileo del 2000, con la mia presidenza, una scelta rappresentanza di suoi accademici provenienti anche da altre nazioni europee, prestava come sempre ormai consuetudine, il servizio di protocollo e d’onore.

Presenti S.E. il Principe Don Sforza Ruspoli, Barone Prof. Roberto De Mattei, Contessa Dott. Simona Cecilia Crociani Baglioni, Marchese Don Antonio Calvo Rubio, Principe Ernesto Liccardi Medici, N.U. Prof. Dr. Rodolfo Riccotini, N.U. Cav. Fabrizio Tortorici, Cav. Dott. Andrea Raneri, Cav. Uff. Alfredo Esposito, N.U. Cav. Uff. Avv. Pasquale Landolfi, giornalista Federica Pansadoro, Prof.ssa Tatiana Ciobanu, M° Alexandra Solea, Conte M° Massimiliano Pulvano Guelfi, l’artista Rasa Kulyte, Sig.na Liliana Cardile, Cav. Avv. Carlo Cudemo, giornalista RAI Andrea Marini, e numerosi esponenti del mondo ecclesiastico, politico, accademico, militare, della cultura e dell’arte e del patriziato romano.

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni    Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX

Roma, 8 febbraio 2015

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