Rassegna

 2017

8 febbraio 2017

  • Quattromila quaderni.  Il coraggio e l’audacia. Da Pio IX a Francesco.pioix-francesco Discorsi rivolti da dodici Pontefici agli scrittori della «Civiltà Cattolica», fondata nel 1850. Rizzoli, 2017.
  • Roma, Pio IX: folla di fedeli al Pontificale

7 febbraio 2017

  • Pio IX. Difensore del Vangelo, vero motore della storia.  Non c’è futuro per una società che nega la dimensione spirituale o annacqua l’identità di Dio. Ben lo sapeva il pontefice beato Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, il cui impegno principale non fu quello di difendere i “privilegi” della Chiesa, ma piuttosto quello di continuare a intessere la storia con i valori del Vangelo. Fu insomma un pastore determinato a farsi apostolo della verità: a ben vedere alcune delle sue posizioni, al suo tempo considerate troppo “chiuse”, oggi appaiono profetiche perché mettevano in guardia dagli attacchi alla dignità umana cui abbiamo assistito nel XX secolo. (Matteo Liut, Avvenire)
  • L’Arcivescovo di Spoleto Norcia: Pio IX, antesignano dei soccorsi ai terremotati
  • Pio IX, Papa Re e santo

30 gennaio 2017 – Il Vaticano e le esposizioni internazionali · Dal 1851 al 2015 · La Santa Sede, durante l’Ottocento, organizzò mostre a Roma. Del 1870 è L’esposizione romana delle opere di ogni arte eseguite pel culto cattolico promossa da Pio IX pochi mesi prima di Porta Pia: Virginio Vespignani progettò le strutture espositive nel chiostro della basilica di Santa Maria degli Angeli. Nel 1888 un’altra mostra fu aperta nelle Gallerie e nei Giardini vaticani: una serie di splendide foto storiche evoca il gusto del neogotico allora trionfante. (di Arabella Cifani, L’Osservatore Romano)

1857. Pio IX raccontato a San Michele dal notaio antipapista.

Verso la sera del 13 Giugno del 1857 Pio IX giunse all’entrata dell’antico convento olivetano di San Michele in Bosco che, con la Restaurazione, era divenuto la sede estiva del Cardinal Legato e avrebbe ospitato, fino al 17 Agosto, l’ultima visita a Bologna dell’ultimo Papa-Re. Già ce ne siamo occupati a suo tempo, ma questa volta racconteremo non le numerose visite ricevute dal Pontefice e le sue decisioni politiche, ma il rapporto con l’edificio conventuale. Ci serviremo di Enrico Bottigari, autore di una minuziosa cronaca di Bologna da lui trascritta dal 1845 al 1871.

Il Bottigari, Notaio benestante, operò sempre per il superamento dello Stato Ecclesiastico, fu ferocemente anticlericale, sempre però freddo verso tutti i moti autenticamente popolari, compreso quello del 1848 verso cui nutrì, insieme alla borghesia risorgimentale a cui apparteneva, una preoccupata diffidenza.

Il Pontefice era contentissimo della sua sistemazione ed amava i dintorni che affrontò in lunghe passeggiate. Il 21 Giugno, anniversario dell’inizio del suo Pontificato, San Michele in Bosco fu al centro di un coloratissimo spettacolo di fuochi artificiali. Nei primi di Agosto nell’antico Convento si svolse un Concistoro Segreto in cui furono nominati dal Papa numerosi nuovi Vescovi. Il Bottigari critica la nomina di Monsignor Piero Buffetti a Bertinoro, con un astio abbastanza ingiustificato poiché il Buffetti a Bologna aveva operato con carità e rigore, fondando fra l’altro una Casa per avviare al lavoro le bambine sordomute. Dopo il Concistoro fu allestito un gran pranzo nel refettorio. E qui il Bottigari, abbastanza in contraddizione, accusa il Papa di, diremmo oggi, eccesso di democraticismo, perché Pio IX, al termine, si mise, lui personalmente, a distribuire il gelato ai commensali. Il 17 Agosto, dopo aver qualche giorno prima posto la prima pietra per il nuovo ponte sul Reno della costruenda ferrovia Milano-Bologna, che ancora oggi continua il suo onorato servizio, il Pontefice lasciò San Michele in Bosco. Salutato da acidissimi commenti del nostro Notaio.

Pio IX morirà a Roma nel 1875 a 84 anni considerandosi prigioniero del nuovo Stato italiano, il nostro Notaio chiuderà gli occhi nel 1895 a 84 anni piuttosto deluso di come si erano messe le cose dopo quella cacciata da Bologna di quel “Governo dei Preti”, che lui tanto aveva osteggiato. (Angelo Rambaldi)

2016

7 dicembre 2016 – 8 dicembre. Immacolata Concezione, una storia di bellezza (Andrea Galli, Avvenire)

31 marzo 2016 – Vincenzo Tizzani e Pio IX (Vincenzo Paglia, Avvenire)

8 ottobre 2016 – Pagani ricorda la visita di Pio IX a Sant’Alfonso 

2015

16 luglio 2015 – La laurea breve di sant’Alfonso · Amato dal popolo · (Nel 1867 Pio IX invitò a Roma tutti i vescovi dell’orbe per la ricorrenza del centenario del martirio di san Pietro; due anni dopo convocò nella basilica vaticana il concilio ecumenico Vaticano i. In quell’occasione i presuli non mancarono di rinnovare la fiducia per il titolo di dottore della Chiesa al santo napoletano. Terminato il concilio e l’iter previsto, con decreto del 23 marzo 1871 Pio IX approvò il titolo di dottore della Chiesa universale per sant’Alfonso Maria de’ Liguori con queste parole: «Egli allontanò e disperse le tenebre degli errori, diffuse largamente dagli increduli e dai giansenisti, con opere dotte e specialmente con i trattati di teologia morale. Inoltre chiarì alcune questioni oscure, illuminò alcune questioni dubbiose, spianando la via sicura tra le complesse sentenze dei teologi sia lassiste che rigoriste, via attraverso la quale i pastori delle anime dei fedeli di Cristo potessero procedere con piede sicuro». di Mario Colavita, Avvenire)

11 giugno 2015 – Cibo per la mente · La Santa Sede all’Expo di Milano · (Avvenire: La vigilia di Natale del 1949, una composizione del celebre musicista francese Charles Gounod (1818-1893), indicata come Inno e marcia Pontificale e offerta l’11 aprile 1869 a Pio IX per il suo giubileo sacerdotale, fu eseguita al cospetto di Pio XII. )

13 marzo 2015 – Vaticano. Tutti gli Anni Santi. Pio IX 1900. “E’ anzitutto da rilevare per l’esattezza storica, che, sotto il pontificato del suo grande Predecessore, il Servo di Dio Pio IX, non furono celebrati né il Giubileo del 1850, né quello del 1875, a motivo del permanere in quegli anni di una perturbata situazione politica dell’Italia. Per cui, l’annuncio dell’Anno Santo del 1900 suscitò enorme esultanza e determinò una serie di iniziative volte a risvegliare la sensibilità cristiana non solo in Italia, ma nell’intero modo cattolico.

Un effetto significativo si ebbe anche all’interno del mondo politico italiano e, addirittura, presso la Casa Reale al punto che, come ha precisato lo scrittore fiorentino Piero Bargellini in una sua preziosa pubblicazione, a seguito dell’indizione della Bolla, il 15 settembre 1899 il Re Umberto annunciò nel Discorso della Corona tenuto dinanzi al rinnovato Parlamento Italiano, il grande Giubileo con queste significative dichiarazioni: «La prossima ricorrenza di un Anno – il 1900 – che segna un epoca nel mondo cattolico, sarà per noi occasione di dimostrare, ancora una volta, come sappiamo far rispettare gli impegni da noi assunti quando, compiendo la nostra unità, abbiamo affermato in Roma la capitale del Regno»(1).

I Senatori e i Deputati, riuniti in Assemblea Plenaria, come ha rilevato il nostro Bargellini, applaudirono l’intervento del Re, non solo e non tanto per sentimento religioso, quanto piuttosto perché il Giubileo avrebbe offerto l’occasione per dimostrare al mondo la tolleranza del Governo Italiano.

Ci fu un tentativo, allora, di svolgere un congresso anticlericale nel 1900, ma la Roma liberale non permise che ci fossero al riguardo pubbliche manifestazioni. Avvenne comunque, un episodio di scarsa sensibilità da parte dell’autorità cittadina, allorquando dal Colosseo fu tolta la Croce di San Lorenzo da Porto Maurizio. L’iniziativa no turbò, tuttavia, l’avviamento e lo sviluppo solenne del Giubileo, indetto da un Papa che si imponeva ovunque per saggezza, cultura ed età.

A tale riguardo è uscita recentemente una Storia dei Papi assai ben documentata, dovuta alla penna fervida ed incisiva del Rev.do P. Battista Mondin, della Congregazione dei Missionari Saveriani, e che ha suscitato larghi e autorevoli consensi in campo ecclesiastico e laico. Nell’esposizione delle biografie, le figure di Papa Leone XIII e, prima ancora, di Papa Pio IX, sono lumeggiate in maniera impareggiabile e con dovizia di riferimenti storici riguardanti quell’epoca.”

7 febbraio 2015 – Oggi una Messa in San Lorenzo al Verano per il Beato Pio IX. Presente il Postulatore mons. Liberati

2014

24 dicembre 2014 – Ricorrenza dei 140 anni dal 21° Anno Santo, 1875, quando Papa Pio IX, con l’enciclica Gravibus Ecclesiae et huius saeculi calamitatibus del 24 dicembre 1874 indisse il 21esimo giubileo concesso non solo a Roma, ma a tutto il mondo. I fedeli avrebbero potuto lucrare le indulgenze facendo visita a tre chiese del luogo in cui si trovavano, senza necessariamente recarsi a Roma.

29 ottobre 2014 – L’arcivescovo BALLERINI e l’esilio ambrosiano. Nasceva duecento anni fa l’arcivescovo designato alla sede di Milano nel 1859, proprio alla vigilia dell’annessione al Regno sabaudo. Che pose il veto all’insediamento, aprendo un duro scontro con Pio IX  Esilio ambrosiano. Vittima sacrificale del “laicismo risorgimentale” ma allo stesso tempo arcivescovo “prediletto” di Francesco Giuseppe imperatore d’Austria e di Pio IX per la sua difesa del papato e del primato petrino. (Filippo Rizzi, Avvenire)

12 agosto 2014 – Rifugio dei cristiani · L’iconografia mariana contemporanea · (Avvenire)

12 agosto 2014 – Modernità di Maria. Un trentennio dopo la bufera rivoluzionaria e poi napoleonica, a imprimere un deciso impulso alla devozione mariana e a interpretarla come risposta alla modernità fu Pio IX. (Avvenire)

6 febbraio 2014 – Il Pio IX di Roncalli · La devozione di Giovanni XXIII per Papa Mastai Ferretti in una relazione del 1977 di Loris Francesco Capovilla · (Avvenire)

18 gennaio 2014 – Una singolare missione · Il vescovo di Roma visita la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio ·  …voluta da due Papi, Pio IX e Leone XIII, fu realizzata grazie all’impegno personale di don Bosco.

2013

8 dicembre 2013 – Hadzi Nenad Modragov Jovanovic, Accademico Benemerito Classe Speciale

2012

21 settembre 2012 – L’altro D’Azeglio: gesuita contro l’Unità.  Condannato all’oblio per le sue posizioni anti-risorgimentali e rimosso per molti anni dalla storiografia ufficiale per aver difeso a oltranza il magistero di Pio IX (prima e dopo l’Unità d’Italia). (Filippo Rizzi , Avvenire)

ago/sett 2012 – Il Papa scomodo. Storia e retroscena della beatificazione di Pio IX. Pio IX è un Papa scomodo sia politicamente, poiché avversò il Risorgimento italiano, profondamente anticlericale quando non antireligioso; sia teologicamente, poiché sostenne l’ortodossia cattolica, con la promulgazione solenne del dogma dell’Immacolata Concezione (1854), con la conferma del primato di Pietro e dell’infallibilità papale nel Concilio Vaticano I (1870) e soprattutto con la condanna, contenuta nel Sillabo (1864), dei “principali errori del nostro tempo”. (di Fabrizio Cannone, Radici Cristiane)

16 maggio 2012  – Quanti asini nel “Sole”? Due o uno e mezzo... le visioni di Bernadette furono del 1858 e «il dogma dell’Immacolata» fu proclamato da Pio IX nel 1854, cioè 4 anni prima! E allora? Allora un bel titolo a p. 41: «L’anno che l’asino volò per davvero». (Gianni Gennari, Avvenire)

2011

14 settembre 2011 – La parabola di Ciceruacchio e le ombre del Risorgimento. Entusiasta dell’elezione di Pio IX organizzò, con partecipazione alle spese, grandi manifestazioni popolari di sostegno, che immancabilmente si concludevano con lauti banchetti e ampie libagioni (in segno di giubilo veniva appiccato il fuoco alle botti dopo che le si era svuotate)…
Furono anni torbidi, certo. Il papato di Gregorio XVI aveva lasciato molto malcontento nella popolazione che accolse con speranza il nuovo papa, anche se gli avrebbe preferito il cardinale Gizzi, che per breve tempo sarà poi il Segretario di Stato di Pio IX. Ciceruacchio a furor di popolo divenne portavoce dell’opinione pubblica, forse con il discreto aiuto dei «liberali» che invocavano le riforme, ma si prefiggevano l’unità d’Italia attraverso la rivoluzione. (di Cesare Cavalleri, Avvenire)

24 giugno 2011 –   In pagina tra Cavour e Pio IX: ritardi e anticipazioni. «Il Papa è grave: vaneggia». Infatti, il 23 giugno 1861, 17 giorni dopo la morte di Cavour, Pio IX, già Papa da 15 anni «sta male, circolano voci inquietanti… è perduto per sempre e dall’abisso in cui è caduto non può uscire e non uscirà che con la vita». Caspita! Di più: «Ha già autorizzato il Sacro Collegio a creare un nuovo Papa, lì su due piedi, presente il cadavere, in modo che potrebbe dirsi che la notizia del nuovo Papa preceda quella della morte del vecchio. A quanto si dice il Sacro Collegio avrebbe già fatto la sua scelta e non rimarrebbe che pubblicarla appena spirato Pio IX». Fonte: “La Nazione”. Tutto vero? Macché. Pio IX sarà Papa ancora per 17 anni, fino al 1878. Una morte anticipata, e di parecchio, nel modo e nel tempo. Forse valeva la pena scriverlo, nel box prezioso, anche per far capire al lettore di oggi che la credibilità dei giornali – su cui ieri qui si rifletteva – non è che nel tempo sia molto peggiorata. Insomma, non buttiamoci troppo giù. Ovviamente: sempre con spirito critico! (Gianni Gennari, Avvenire)

14 aprile 2011 – STORIA DELL’UNITA’. Tutti i santi che fecero l’Italia . In pressoché totale controten­denza con l’attuale main­stream, mi sembra fondato so­stenere che le devozioni e le nuove santità sociali e mistiche italiane, a partire dalla fine dell’Ottocento, a­limentino il significativo contribu­to del cattolicesimo alla costruzio­ne dell’identità nazionale italiana. Intorno alla figura di papa Pio IX, alla sua immagine di prigioniero in Vaticano, si incrementò una ve­ra e propria devozione, composta di un corredo ricco e fantasioso, fatto di reliquie, come i pezzettini di paglia del suo giaciglio, di im­magini che lo ritraevano in catene, riproduzione materiale di quei «vincoli» che ne rappresentavano la condizione di carcerato, al pari di quel san Pietro in Vincoli che e­ra modello e icona di tutti i ponte­fici assediati dalla modernità. (Emma Fattorini, Avvenire)

7 aprile 2011 – L’Italia unita? Conte di Cavour e Pio IX d’accordo! (Gianni Gennari, Avvenire)

6 aprile 2011 – Pro e contro: in politica 150 anni di cattolici «plurali». La storia di questi 150 anni è davvero complessa, e il dato più rilevante e incontestabile che ne emerge è che il «mondo cattolico» non è mai stato unanime: c’erano cattolici con Pio IX e cattolici con i Savoia, cattolici fascisti e cattolici antifascisti, cattolici pro e contro il centrosinistra, cattolici pro e contro Berlusconi, come, del resto, non è stato univoco l’atteggiamento dei Papi che si sono succeduti da Pio IX a Benedetto XVI… (Cesare Cavalleri, Avvenire)

2010

5 novembre 2010 – Pio IX e il doppio Risorgimento (Bruno Vespa, Avvenire)

2 novembre 2010 – Cavour e la Chiesa: l’alleanza mancataPio IX considerava ogni cosa, anche le questioni di natura politica, innanzitutto sotto il profilo religioso e all’interno della millenaria tradizione della Chiesa: approcci diversi, insomma, e incompatibili da ogni punto di vista. Ecco perché la missione piemontese, che pretendeva di convincere il Papa ad abbandonare il potere temporale in cambio di garanzie sulla propria indipendenza e libertà di azione (in ambito spirituale) e a convertirsi al liberalismo, era destinata al completo fallimento. (di Giovanni Sale, Avvenire)

 21 settembre 2010 – «Roma non si discute».  Il presidente della Repubblica e il cardinale insieme alla celebrazione nei pressi del monumento ai bersaglieri. Bertone cita la preghiera di Pio IX del 1948 e sottolinea la collaborazione tra comunità civile ed ecclesiale: “Gran Dio, benedite l’Italia!”, pronunciata dal Beato Pio IX nel febbraio 1848. (Gianni Cardinale, Avvenire)

5 maggio 2010 – Cattolici e unità d’Italia: il pregiudizio in pagina. Quel frate cui Cavour morente parlava il 6 giugno 1861 era Fra’ Giacomo da Poirino (1808 – 1885), cappuccino che su richiesta di Cavour da 5 anni aveva un patto per la salvezza della sua anima: infatti lo confessò, gli portò la Comunione in processione pubblica per le strade e gli dette l’olio Santo, allora “Estrema Unzione”. Sfidava Pio IX, così? Sì, e infatti il giorno dopo fu chiamato a Roma in punizione severa. Ma allora la vera domanda è altra: davvero Chiesa e cattolici tutti contro “l’Unità d’Italia”? No! Ovvio, lo fu Pio IX, sovrano in bilico, ma tanti altri no. Oltre i grandi noti come Manzoni (oggi è il “5 maggio”!), Rosmini e Gioberti valga un altro solo esempio. Il gesuita e prete Carlo Passaglia (1812 – 1887), teologo prediletto e personale di Pio IX, filosofo, linguista, matematico e genio letterario, autore dei grandi “Commentaria de Ecclesia Christi” sulla Chiesa in dialogo tra modernità e tradizione, nel 1862 raccoglie le firme di 10.000 preti ” “preti”! ” che invocano proprio “l’Unità d’Italia”. Sorrida, Gramellini! Sorriderà anche Cavour, col “suo” Fra’ Giacomo da Poirino. (Gianni Gennari, Avvenire)

4 marzo 2010 – Unità d’Italia: sono sorelle la laicità e la fede. Carlo Passaglia, prete gesuita, uomo di sterminata cultura e teologo prediletto di Pio IX, che aveva contribuito più di ogni altro a preparare la promulgazione del dogma dell’Immacolata del 1854. Egli proprio sul tema cruciale dell’unità italiana, dal 1859 ebbe su incarico del Papa anche colloqui con Cavour e in seguito, in vista di essa, presentò a Pio IX ben 10.000 firme di preti che chiedevano la rinuncia al potere temporale. Fulmini! Punito con la scomunica ed esiliato, il povero don Carlo fu accolto a Torino proprio da Cavour che gli dette la cattedra di filosofia morale e morì nel 1887, pienamente riconciliato con la sua Chiesa: Roma era ormai italiana. (Gianni Gennari, Avvenire)

2008

21 ottobre 2008 – Augias in missione: tra pregiudizi e brutte figure. «Pio IX subì il trauma della fine del potere temporale (Porta Pia, 20 settembre 1870) cui reagì imponendo a un riluttante Concilio il dogma dell’infallibilità». Ma la “Pastor Aeternus” del Vaticano I°, che al cap. 4 e con precisi limiti contiene la solenne definizione dell’infallibilità della Chiesa in materia di fede e di costumi, di cui il Papa può appropriarsi ” in 140 anni lo ha fatto una sola volta, Ndr ” è del 18 luglio 1870, due mesi prima di Porta Pia. Veggente e profetico, Pio IX? Lo “storico” potrebbe replicare che Porta Pia era prevedibile, vista la guerra tra Francia e Prussia che, con la sconfitta di Napoleone III a Sedan, tolse al Papa la protezione francese che lo rassicurava su Roma. Il caso vuole però che quella guerra fu dichiarata proprio il giorno dopo la definizione dell’infallibilità, cioè il 19 luglio 1870.
E allora? Pregiudizi e ossessioni appartengono al regno della libertà: ciascuno ha i suoi e le sue, ma talora l’eccesso di zelo fondamentalista gioca brutti scherzi. (di Gianni Gennari, Avvenire)

9 settembre 2008 – Indù e radicali tra Madonna e il Papa.  …la vicenda di Edgardo Mortara, bimbo ebreo battezzato alla nascita e come tale ingiustamente sottratto alla famiglia ed educato vicino a Pio IX, che amò come padre vero e poi, quando seppe la sua storia e poté anche reincontrare i suoi ” come racconta nel suo libro di memorie, “Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX“, pubblicato da Vittorio Messori ” volle non solo restare cattolico, ma diventare prete, e tale rimase felice e sereno fino alla morte da santo”.  (di Gianni Gennari, Avvenire)

19 febbraio 2008 – Pena e peggio: 8 settembre dell’onestà. «Penso sempre a Pio IX di santa e gloriosa memoria, ed innalzandolo nei suoi sacrifici vorrei essere degno di celebrarne la canonizzazione [“] Dalla contemplazione della figura mite e forte di Pio IX traiamo ispirazione per la grande impresa del Concilio Vaticano II». Parole di Giovanni XXIII (8 settembre 1960)! In pagina, talora, è sempre “l’8 settembre” dell’onestà. (di Gianni Gennari, Avvenire)

2005

8 luglio 2005 – “L’Infedele”? Ok! Ma i fatti sono fatti. Contesta la pubblicazione del libro di Vittorio Messori – “Io, il bambino ebreo rapito””(Mondadori) – che riporta le memorie, inedite e autografe, del “bimbo ebreo Edgardo Mortara sottratto ai genitori nel 1858 per ordine di Pio IX”. Il torto di Messori? Perbacco! Il “memoriale” difende Pio IX. In esso si apprende infatti – ma Lerner lo tace, con tutti quelli che hanno scritto contro il libro – che quando venne alla luce la vicenda, Pio IX stesso voleva solo che fosse rispettata la libertà del ragazzo, rinunciando anche alla sua tutela e mettendolo in un luogo neutro fino all’età matura, ma che la famiglia rifiutò, e poi che lo stesso Mortara non volle mai più tornare dai suoi, scelse di farsi prete chiamandosi Pio Maria, considerò Pio IX suo vero padre e visse libero e felice, gran fama di catechista e predicatore, morendo ultranovantenne nel 1940. È così: Lerner e Co. parlano di 90 anni di Mortara ignorandone 83 e scrivono delle sue memorie come se non lui non le avesse mai scritte, e loro non le avessero mai lette. Un caso clinico. (Gianni Gennari, Avvenire)

2000immac

Papa Pio IX

Novembre/Dicembre 2000 – Elogio di Pio IX di Franco Cardini.

Papa molto amato, ma anche odiato e calunniato. Giovanni Paolo II lo beatifica, il mondo laicista lo condanna. Ritratto di un Papa che fu santo e re. E profeta: vide prima di tutti i guasti che avrebbero prodotto il materialismo comunista e liberista: “Benedite, gran Dio, l’Italia”: l’invocazione intensa e commossa di Pio IX, un secolo e mezzo dopo che fu proferita, si legge non senza un qualche imbarazzo. Il Mastai Ferretti era un italiano nato a Senigallia, nello Stato Pontificio, era un uomo del suo tempo, l’Ottocento, che per qualcuno è il secolo formidabile del Romanticismo che si apre con Napoleone e si chiude alla vigilia della prima Guerra mondiale, e per qualcun altro è soltanto il siècle imbécille. Non gli si può certo rimproverare di aver cullato qualche entusiasmo per gli ideali di patria, di unità e di libertà. Non ci si può meravigliare se il suo entusiasmo di patriota cattolico si scaldò per alcuni anni alla fiamma del federalismo neoguelfo. Non ci si può scandalizzare se dinanzi agli sviluppi centralistici, autoritari e giacobini dell’ala prevalente del movimento di unità nazionale, la coscienza del suo ruolo di capo della Chiesa e di principe di uno Stato italico che aveva diritto e bisogno di preservare la sua sovranità lo spinse a chiamarsi fuori da un coro unitario sempre più egemonizzato dal militarismo e dall’espansionismo annessionistico dei piemontesi e dal radicalismo giacobino dei garibaldini.

Ho francamente qualche disagio a tornare su Pio IX dopo le polemiche nate nell’estate scorsa dalla sua beatificazione e dalla mostra che all’interno del Meeting di Rimini è stata dedicata a una rilettura della storia del Risorgimento. Quanto al primo tema, non riesco francamente a convincermi che in un paese nel quale la religione cattolica è ancora forte e diffusa — anche se non più maggioritaria — sia ancora tanto radicata l’ignoranza relativa al carattere e al meccanismo dei processi di beatificazione e di canonizzazione: processi tipici ed esclusivi dell’ambito ecclesiale, che la Chiesa conduce iuxta sua propria principia e all’unico fine di stabilire se il candidato alla canonizzazione ha vissuto o no in grado eroico le virtù cristiane.

Per i cattolici, la proclamazione di un santo è uno dei pochissimi casi nei quali il pontefice romano è direttamente assistito dallo Spirito Santo e quindi infallibile. Ma nella canonizzazione non hanno alcun peso le opzioni politiche o culturali del candidato alla santità: elevare Luigi IX di Francia alla gloria degli altari non comporta affatto il santificare la prassi e gli obiettivi della “settima” e della “ottava” crociata; riconoscere la santità di Giovanna d’Arco non comporta per nulla una sanzione delle sue qualità tattiche o strategiche; beatificare Pio IX non comporta l’approvazione del suo comportamento politico in quanto sovrano dello Stato Pontificio. Un santo può anche essere stato uno sprovveduto, uno sciocco, un fallito: questo non conta, lo Spirito soffia dove vuole. Un santo è un eroe delle virtù cristiane: la Chiesa ne decreta l’eroicità, il pontefice la legittima, lo Spirito Santo assiste quale Supremo Garante. Questo è tutto. E non ci sono eccezioni o perplessità protestanti, o laiche, o musulmane, o ebree che tengano.

Ma bastano le ragioni della santità a ben giudicare Pio IX? Credo che a correttamente valutarne l’opera sia necessario apprezzare anche le sue caratteristiche civili. Papa Mastai Ferretti sostenne con grande dignità l’urto dell’espansionismo piemontese e dell’aggressività massonica: difese con moderazione ma con fermezza la libertà del suo piccolo Stato investito dalla furia di forze che non esitarono ad abbandonarsi a un vero e proprio atto di brigantaggio internazionale culminato nell’aggressione e nell’invasione di uno Stato sovrano. Il Piemonte sabaudo, ampliatosi e legittimatosi in Regno d’Italia, si comportò con lo Stato Pontificio come Hitler e Stalin, settant’anni dopo, si sarebbero comportati con la Polonia. Non è ultracattolico il dirlo: è semplicemente esito d’un’occhiata senza pregiudizi al mondo della storia.

Pio IX portò con dignità e con fermezza la sua croce: sovrano senza più regno, prigioniero nella sua stessa casa, adulato e calunniato al tempo stesso.

Difese il potere temporale: quel potere che, grazie a un’ottima e provvidenziale scelta concorde di Santa Sede e Governo italiano, è tornato sia pur simbolicamente a riproporsi mezzo secolo dopo la sua brigantesca soppressione. Non v’è dubbio che il potere temporale ha appesantito e compromesso la vita della Chiesa cattolica; ma è stato il prezzo che essa ha pagato per non finir a fungere da cappellana di palazzo di potenti della terra, come e invece accaduto alle chiese riformate e ortodosse.

Pio IX volle il Sillabo: ch’è “datato”, ma che in più punti conserva intatto il suo valore profetico. Alludo ai commi 58 — 59, relativi al materialismo assoluto, che suonano profetica condanna del materialismo comunista non meno che dell’ipermaterialsrno iperliberista che presiede alla globalizzazione.

Cronologia

1792. A Senigallia nasce dalla contessa Caterina Solazzi e dal conte Girolamo Giovanni Maria Mastai Ferretti. Lo stesso giorno riceve il battesimo.

1797. Il piccolo Giovanni Maria cade nelle acque di un torrente. Salvato da un domestico, manifesta i primi segni di epilessia.

1803. Entra nel Collegio degli Scolopi a Volterra.

1809. Si trasferisce a Roma, ospite dello zio Paolino Mastai, canonico della Basilica Vaticana, per proseguire gli studi di filosofia e teologia al Collegio Romano.

1815. Inizia la sua opera di assistenza all’istituto per ragazzi abbandonati Tata Giovanni di Roma.

1819. 10 aprile – È ordinato sacerdote e nominato direttore del Tata Giovanni.

1823. Si reca in Cile, accompagnando il Nunzio Apostolico Giovanni Muzi. Vi rimane fino al 1825. 1827. 3 giugno — È consacrato vescovo, a soli 35 anni, dal cardinale Castiglioni, futuro papa Pio VIII. È arcivescovo di Spoleto, dove viene chiamato a fronteggiare alcuni moti rivoluzionari e il terremoto del 1832.

1832. 22 dicembre. È trasferito alla sede vescovile di Imola.

1840. 17 dicembre. Riceve il cappello cardinalizio.

1846. 16 giugno. È eletto papa a soli 54 anni. Succede a Gregorio XVI. 16 luglio. Emana “L’Editto del perdono”, con cui concede l’amnistia per i delitti politici. 8 novembre. Prima Enciclica, la Qui pluribus, in cui condanna le società segrete, la Massoneria e il Comunismo.

1847. Concede un’ampia libertà di stampa. Istituisce la Guardia civica, il Muni cipio e il Consiglio comunale di Roma. L’anno successivo concede lo Statuto. 1848. 10 febbraio. Dalla loggia del Quirinale pronuncia il celebre discorso in cui esclama: “Gran Dio, benedite l’Italia”. 29 aprile. Prodama la Chiesa neutrale nel conflitto tra Piemonte e Austria. 3 maggio. Invia all’Imperatore d’Austria una lettera in difesa dell’indipendenza italiana. 15 novembre. Viene ucciso Pellegrino Rossi, capo del Governo di Pio IX. 24 novembre. Si rifugia a Gaeta, mentre l’Urbe cade in mano ai repubblicani.

1850. 12 aprile. Rientra a Roma. Concede una nuova, ampia amnistia. 1852. 2 febbraio. Chiede allo zar Nicola I che siano rispettati i cattolici e il popolo polacco.

1854. 8 dicembre. Proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. 1857. Visita i territori dello Stato Pontificio. Il viaggio dura 4 mesi, 1860. La sconfitta nella battaglia di Castelfidardo segna per lo Stato Pontificio la perdita di Legazioni (Bologna, Perugia, Urbino, Velletri), Marche e Umbria. 1861. 1 luglio. Fonda “L’Osservatore Romano”. 1864. 8 dicembre. Pubblica l’enciclica Quanta cura con annesso il Syllabum, elenco dei “principali errori dei nostri tempi”.

1869. 7 dicembre. Apre il Concilio Vaticano I, che verrà sospeso il 18 luglio 1870, a causa della guerra franco-prussiana.

1870. 18 luglio. Proclama il dogma dell’Infallibilità papale ex cathedra. 20 settembre. Con la presa di Roma da parte dei piemontesi, Pio IX si rinchiude in volontaria prigionia in Vaticano. 8 dicembre. Dichiara san Giuseppe patrono della Chiesa universale.

1871. 3 febbraio. Roma è dichiarata capitale; Vittorio Emanuele TI vi farà il suo ingresso il 3 luglio. 13 maggio. Viene promulgata la Legge delle Guarentigie, che il Papa respinge come atto unilaterale di un governo aggressore.

1874. Invita i cattolici a non partecipare alle elezioni politiche in Italia (Non expedit). Nasce a Venezia l’Opera dei Congressi, che riunisce i cattolici italiani “intransigenti”, fedeli alle esortazioni del papa.

1875. 16 giugno. Consacra la Chiesa al Sacro Cuore.

1878. 7 febbraio. Muore dopo il più lungo pontificato della storia. È sepolto provvisoriamente in san Pietro.

1881. 13 luglio. La salma viene traslato nella Basilica di san Lorenzo. Durante il tragitto, alcuni esagitati tentano di gettare la bara nel Tevere.

1907. 11 febbraio. Pio X ordina l’introduzione dei processi dìocesani ordinari per la causa di beatificazione dì Pio IX. Il processo prosegue il suo iter sotto il pontificato di Pio XII.

1985. 6 luglio. Giovanni Paolo Il riconosce le virtù eroiche del servo di Dio Pio IX.

1986. 15 gennaio. La consulta medica dichiara all’unanimità che, per intercessione di Pio IX, suor Maria Teresa di san Paolo del Carmelo di Nantes ha ottenuto una guarigione miracolosa, l’li febbraio 1911.

2000. 3 settembre. In piazza san Pietro sono proclamati beati Angelo Giuseppe Roncalli e Giovanni Maria Mastai Ferretti.

“Tra le leggende costruite ad arte per legittimare la presa di Roma, screditando Pio IX, vi è quella relativa al “malgoverno” dello Stato Pontificio. Indubbiamente, quello dei papi era un regno di questo mondo, con tutti i difetti e i limiti delle cose umane. Ma un rapido confronto con le nazioni dell’epoca dimostra che le cose non andavano poi tanto male per i cittadini pontifici. I quali, innanzitutto, si erano visti garantiti più di mille anni di pace, grazie al prestigio internazionale e all’assoluta mancanza di mire espansionistiche del regno.

[…] La pressione fiscale nello Stato Pontificio oscilla tra i 20 e i 22 franchi a persona, mentre in Piemonte è tra i 30 e 32 franchi, in Francia tocca i 40 e in Inghilterra addirittura gli 80. Pio IX cura il prosciugamento delle paludi di Ostia e di Ferrara, la bonifica dell’agro romano, amplia i principali porti sull’Adriatico, fornisce Roma dell’acqua potabile, promuove sin dal 1847 l’illuminazione a gas, dà nuovo impulso a scavi e restauri, fa poggiare oltre 400 chilometri di ferrovia. Roma possiede un ospedale ogni 9000 abitanti, mentre Londra uno ogni 40.000; e un istituto di beneficenza ogni 2700 abitanti, contro uno su 7000 della capitale inglese”.

(Alessandro Gnocchi — Mario Palmaro, Formidabili quei Papi. Pio IX e Giovanni XXIII: due ritratti in controluce, Ancora, Milano 2000, pp. 30-32)

Bibliografia

– Alessandro Gnocchi Mario Palmaro, Formidabili quei Papi. Pio IX e Giovanni XXIII: due ritratti in controluce, Ancora, Milano 2000.

– Roberto De Mattei, Pio IX, Piemme, Casale Mon.to (AL) 2000.

– Rino Cammilleri, Elogio del Sillabo, Leonardo, Milano 1994.

– Angela Pellicciari Risorgimento da riscri vere, Ares, Milano 1998.

– Gerlando Lentini, La bugia risorgimentale. Il Risorgimento italiano dalla parte degli sconfitti, Il Cerchio, Rimini 1999.

– Paolo Gulisano, O Roma o morte! Pio IX e il Risorgimento, Il Cerchio, Rimini 2000.

(Il Timone – n. 10 Novembre/Dicembre 2000)

25 Novembre 2000 – La relazione di mons. Carlo Liberati al Convegno del Lions di Senigallia – Auditorium San Rocco –

3 settembre 2000 – Beato Pio IX Papa . (Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme)

7 agosto 2000 – Pio IX nel pensiero e sul cuore di Giovanni XXIII (30 giorni)

Aperture insperate. Anno Santo del 1900. La questione romana non è ancora superata, tanto che Nathan organizza un provocatorio pellegrinaggio alle “basiliche laiche”. Ma il Giubileo riserva qualche sorpresa: Pascoli che si commuove per papa Leone XIII e re Umberto I che acquista l’indulgenza andando penitente alla Scala Santa…

Pio IX, sebbene nel suo lungo pontificato cadessero due ricorrenze giubilari, non aveva avuto la gioia di celebrare nessun Anno Santo in forma completa. Nel 1850, a ridosso dei moti quarantotteschi e delle vicende della Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi, il Giubileo non fu neanche indetto e il Papa, che aveva trovato rifugio nel Regno di Napoli, restò lontano da Roma fino all’aprile. Nel 1875 Pio IX promulgò la bolla d’indizione Gravibus Ecclesiae et huius saeculi calamitatibus, con la quale estendeva il Giubileo a tutto il mondo, ma poi, “prigioniero” in Vaticano, lo celebrò in forma ridotta. La cerimonia di inaugurazione fu tenuta l’11 febbraio nella Basilica di San Pietro alla sola presenza del clero romano e senza l’apertura della Porta Santa. Nel corso dell’anno non vi furono pellegrinaggi di grande entità, a eccezione di alcuni di fedeli francesi, per altro animati da sentimenti, oltre che religiosi, apertamente antiitaliani. Nei primi giorni del 1876 una speciale proroga per l’acquisizione del Giubileo fu concessa alla neofondata Gioventù cattolica maschile di Bologna.  (di Serena Ravaglioli, 30 giorni)

 

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